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“Celeste è questa corrispondenza di amorosi sensi, celeste dote è negli umani”.

 

“E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

(G. Ungaretti – Una madre)

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In questi giorni della ricorrenza dei Santi, commemoriamo i Nostri cari defunti, sempre presenti nei Nostri cuori e facciamo Loro visita nella casa comune, il cimitero.

Ugo Foscolo, sommo poeta, grande espressione di quel movimento letterario del 1800 meglio conosciuto come “Romanticismo”, così scriveva a tal proposito nella sua più nota opera “I sepolcri”: “Celeste è questa corrispondenza di amorosi sensi, celeste dote è negli umani”.

Certo in questi giorni ci rechiamo, come richiamati da una forza interiore di quel sentimento profondo che è il bene e l’Amore che ci unisce ai nostri cari defunti, presso le loro tombe con un fiore, un lumino per una preghiera di suffragio, un dolce ricordo, una presenza sempre sentita dentro di noi, un vuoto che spesso non riusciamo a colmare.

La vita ci scorre davanti nei momenti di gioia e di dolore, ci si commuove, si piange.

I nostri cari sono lì, non vanno via, ci aspettano ogni giorno, ci sorridono, ci guardano dal cielo, ci proteggono, ci mancano.

In loro, i valori sacri della famiglia, dell’amicizia, della Vita che continua anche dopo la morte. In fondo, tutto rimane dentro di noi in questa “celeste corrispondenza di amorosi sensi “…

L’ Amministrazione, pur tra tante difficoltà, è impegnata a mantenere ordinati  quei luoghi che palpitano del calore, degli affetti e dei sentimenti più puri propri ed unici per ognuno di noi ma anche universalmente comuni. Il decoro che si meritano e se, in qualche caso, non ci siamo riusciti, chiedo prima di tutto scusa e invito a segnalare immediatamente quanto necessario al fine di intervenire tempestivamente per la dignità e il rispetto dei luoghi e
delle persone, vive o morte che siano.

Sempre vivo e presente in noi quell’ultimo sorriso, quelle mani protese che si cercano,  quell’ultima carezza o parolina che ci hanno regalato il momento prima di andare via nel cielo infinito.

Non dimentichiamo mai, ricordiamoci sempre.

Il sindaco / Carlo TONI