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CLASSE 1922. CLASSE 1930.

Stiamo assistendo ormai da giorni ad un animato e acceso dibattito politico che interessa la Nostra Italia, alleanze di governo, manovra di bilancio, ILVA di Taranto, elezioni regionali, cambiamenti climatici e maltempo. Permettetemi un pensiero affettuoso  per quello che sta accadendo a Venezia, la città più bella ma che muore, patrimonio di bellezza, storia, arte e cultura di tutta l’umanità e, in questi temi – direi importantissimi per il Paese – si è inserita la vicenda che riguarda le minacce e i successivi provvedimenti di protezione adottati per la senatrice a vita Liliana Segre, classe 1930, oggetto – purtroppo – di vigliacche, vergognose offese da parte di fanatici invasati, squallidi delinquenti di fogna che vogliono colpire la Persona per colpire i valori che Lei incarna, persegue e testimonia.

Deportata e sopravvissuta a AUSCHWITZ- BIRKENAU matricola n. 75190.

Da più parti si sono levate indignazioni che si sono manifestate attraverso atti parlamentari che non hanno ottenuto l’unanimità di chi ci rappresenta, per una presa di posizione univoca, chiara e netta rispetto ai sacri principi sanciti dalla Nostra Costituzione Repubblicana, violati e offesi da tali nefandezze.

Sono arrivate da più parti richieste ai comuni, compreso anche Poppi, di concedere la Cittadinanza Onoraria alla senatrice, iniziativa che non mi dispiacerebbe ma che – a mio modesto avviso – servirebbe solo a rimarcare il fatto che per me Cittadina Onorario lo è già, anzi di più, Cittadina Onoraria dell’Italia, del mondo intero in quanto i suoi valori di libertà, civiltà, rispetto, dignità, uguaglianza, solidarietà, fratellanza,  giustizia, pace, vita e Amore CONTRO ogni forma di violenza, totalitarismo, terrore, discriminazione, razzismo, sopraffazione, guerre e morte, sono propri di tutta l’umanità, ineludibili, utili e necessari per ricordare sempre, dimenticare mai e da trasmettere alle generazioni future. Monito perché queste tragedie, uomini contro uomini, non debbano più ripetersi.

Voler colpire questa donna significa distruggere questo processo di testimonianza, nascondere e negare la verità affinché si perda la memoria.

Però, quello che è successo alla Signora Segre – purtroppo – è successo a migliaia di donne e uomini che non hanno avuto l’onore di diventare senatrici o senatori ma che – comunque – con la loro vita e la loro opera hanno rappresentato in modo esemplare quei valori e quei principi, consacrati con la loro esperienza personale, spesso di dolore, sacrificio, privazioni, sofferenza fisica e morale.

Anche a queste tantissime persone, le più a me sconosciute,  voglio dare riconoscenza ed esprimere il mio grazie incondizionato anche se – in particolare – ho avuto la fortuna e l’orgoglio di conoscerne una, direi per me speciale, classe 1922 che a 19 anni partì per la guerra, ritornato dopo 5 anni, segnato per sempre dall’esperienza di crudeltà del campo di sterminio a cui è sopravvissuto e che – successivamente – con il proprio sudato lavoro ha contribuito, insieme a tanti altri,  alla ricostruzione e alla rinascita della Nostra Amata Italia credendo e perseguendo gli stessi valori di Liliana. E ogni qual volta si è imbattuto in crude immagini di uomini ridotti a larve umane, prigionieri dietro a  reticolati di filo spinato, ha rivisto e rivissuto la crudeltà del campo di sterminio e ha pianto come un bambino. Poi, passate 82 primavere, ha incontrato la morte ma con la dignità che solo un uomo libero che ha creduto in questi nobili ideali, può avere.

Ecco perché queste persone ci appartengono tutte. Ecco perché queste persone vanno protette e il modo migliore è raccogliere e trasmettere la loro testimonianza, sempre presenti tra di noi, vivono con noi.

“Per fare un uomo ci vogliono vent’anni. Per una vita migliaia di ore. Per il dolore abbastanza un minuto”.

NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE PRESENTERO’ UNA MOZIONE PER RIAFFERMARE QUESTI VALORI DI PROFONDA UMANITA’, GIUSTIZIA E PARTECIPAZIONE.

Il sindaco / Carlo TONI