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RAVENNA. 8 SETTEMBRE 2019. VIVA DANTE!

Domenica scorsa ero a Ravenna invitato dal sindaco Michele di Pascale che assieme ad altri sindaci, fra cui quello di Firenze Dario Nardella,
partecipavamo all’annuale celebrazione denominata “Viva Dante” per rendere omaggio al Sommo Poeta.

I gonfaloni presenti di oltre 30 città italiane che storicamente sono legate alla vita e agli avvenimenti dell’ Alighieri ne sono testimonianza.

Il corteo, partito dalla sede comunale, ha attraversato il centro di Ravenna, fermandosi al sepolcro fino alla Sala Dante presso la locale biblioteca Saggense. La cerimonia, oltre  agli aspetti storico/tradizionali, ha  profondi risvolti culturali ma soprattutto è preparatoria agli eventi per il settecentesimo anniversario della morte di Dante in programma nel 2021.

Il sindaco De Pascale, mi faceva notare che all’interno della biblioteca Saggense nella sala dedicata a Dante, ancora erano presenti le sedute del coro dei Monaci Camaldolesi, della loro presenza a
Ravenna e della venerazione della città per San Romualdo, argomenti e aspetti assai  interessanti per una futura collaborazione che lega storia tradizione e cultura con Camaldoli e Poppi.

Riprendendo il percorso dopo la sosta in biblioteca, una piacevolissima sorpresa:
affacciato dall’alto di un  davanzale, l’artista attore poeta e drammaturgo Sandro Lombardi, nativo di Poppi, ha incantato tutti declamando il II° canto del Purgatorio della Divina Commedia, spettacolo affascinante e coinvolgente e – in quei momenti – me lo sono immaginato nel castello e nei borghi di Poppi a interpretare, con l’emotività della sua recitazione, i canti di quella che – sono sicuro – sia uno dei capolavori mondiali del genio Italico.

Poi l’ incontro con il Cardinale Giuseppe Betori, un punto di riferimento per tutta la chiesa. A seguire, un cordiale dialogo con il Sindaco di Firenze Dario Nardella (e non potevano mancare riferimenti alla battaglia di Campaldino del 1289).

Quindi, una giornata intensa, ricca di opportunità, idee e programmi: Dante, Ravenna, i Monaci Camaldolesi, Firenze, Campaldino e Poppi sono legati da un filo comune, una tela che potremmo tessere insieme.

Il sindaco

Carlo TONI